| HOME | LA CAMPAGNA | IL SOSTEGNO A DISTANZA
Il sostegno a distanza può essere definito in diversi modi: adozione a distanza, affido a distanza, adozione scolastica a distanza, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione.
Si tratta di un atto di solidarietà che consiste nell'impegno morale a inviare, tramite organizzazioni responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro, rivolto a minori, adulti, famiglie, comunità ben identificate, in condizioni di necessità e in ogni parte del mondo, per offrire la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita nell'ambiente sociale e culturale in cui vivono.
Cos’è il Sostegno a Distanza
E’ un atto di solidarietà tra individui e comunità
Ci impegnamo a inviare un contributo economico stabile e continuativo, tramite un' organizzazione, per offrire la possibilità a chi è in povertà di migliorare le proprie condizioni di vita nell'ambiente sociale e culturale in cui vive.
Siamo consapevoli di situazioni di povertà e ingiustizia:
- 150 milioni di bambini nel mondo soffrono di malnutrizione,
- 6000 ogni giorno contraggono l’HIV/AIDS,
- oltre 120 milioni non possono andare a scuola
- migliaia sono vittime di sfruttamento o violenze.
Abbiamo convinzione dell’universalità dei diritti umani fondamentali (vita, alimentazione, sanità, istruzione…)
Quali soggetti coinvolge il SaD

Quali obiettivi ha per il bambino e/o la comunità sostenuta:
- offrire opportunità di crescita autonoma, miglioramento e/o uscita da situazioni di povertà/sottosviluppo/difficoltà
- ridare futuro soprattutto dopo situazioni di emergenza
- programmare interventi a lungo termine
! evitando sradicamento dal loro ambiente
per il sostenitore:
- entrare a far parte di un progetto di coinvolgimento/apertura verso gli altri
- conoscere le problematiche dei Paesi in via di sviluppo e dell’interdipendenza tra sviluppo e povertà
- creare un ponte di solidarietà che collega persone, culture e mondi.
Un po’ di storia…
Inizio ’900: nasce in ambito cattolico; i seminaristi di altri continenti vengono sostenuti da clero e laicato occidentali.
Fine 1950: prime forme di SaD negli USA - il P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere) crea il Foster Parents Mission Club, il Club missionario dei genitori adottivi.
Guerra del Vietnam: altre esperienze negli USA per bambini vittime del conflitto, spesso su iniziativa spontanea di militari e civili al loro ritorno in patria.
Fine anni ’60 in Italia: primi esperimenti = azione dei missionari cattolici che propongono il SaD a famiglie e a nascenti gruppi missionari.
Inizio anni ’70: nascono le prime iniziative di vero e proprio SaD (con due requisiti: continuità di erogazioni e individuazione di un destinatario determinato) dall’ambiente cattolico al laico.
Anni ’80: grande aumento di sostenitori e di enti/associazioni
I numeri del fenomeno
- Italiani aderenti a progetti SaD: da 1 a 2,5 milioni;
- Somme annuali donate per progetti SaD: 360 milioni di euro (c’è chi afferma fino a 800 milioni)
- più di 110 paesi del mondo in cui realizzati progetti di SaD italiani
- diverse centinaia le organizzazioni che fanno SaD in Italia, di cui alcune capaci di promuovere decine di migliaia di SaD
Nuove esperienze di sostegno
- Una classe “adotta” una classe
- “Adottare” i padri di famiglia
- “Adottare” i leader di alcune comunità
Le sfide più importanti
- Assicurarsi che i bambini e le comunità siano pienamente consapevoli del progetto di SaD che si sta svolgendo;
- Radicare localmente il progetto di SaD per massimizzarne i benefici e per produrre cambiamenti di lungo termine;
- Aumentare la conoscenza del sostenitore delle caratteristiche e problematiche dell’area/del paese che sostiene;
- Approfondire la consapevolezza del sostenitore dell’importanza del il SaD a livello locale, nazionale e globale;
- Coinvolgere il maggior numero di soggetti nella società civile: scuole, enti locali, istituzioni, affinchè il SaD non rimanga un’esperienza isolata e individuale ma sia lo strumento di un approccio più ampio e di uno sforzo solidale diffuso e organizzato.
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